Domande frequenti

Se le analisi del sangue mostrano un aumento di amilasi devo pensare sempre a una pancreatite?

Un valore lievemente aumentato di amilasi o lipasi non accompagnato da alcun sintomo non deve creare allarmismi, perché si rivela spesso un dato normale.
E’ comunque sempre indicata, per precauzione, l’esecuzione di una ecografia dell’addome superiore. L’amilasi può essere elevata, inoltre, in varie malattie di origine non pancreatica quali, per esempio, la tiroidite o la parotite. Talora, poi, il valore risulta elevato per l’aggregazione di tante molecole di enzima (macroamilasemia) o per familiarità, condizioni peraltro entrambe del tutto benigne.

I portatori di calcoli in colecisti devono sempre sottoporsi a intervento chirurgico per evitare il rischio di una pancreatite?

Non è indicata la colecistertornia se il paziente è un portatore asintomatico di calcolosi biliare. In questi casi e solo per calcoli molto piccoli o per presenza di cosiddetta “sabbia biliare si puòtentare un trattamento orale con acido ursodesossicolico.
Viceversa in caso di coliche addominali da calcoli (coliche “biliari” o ‘epatiche`) e, a maggior ragione, in caso di pancreatite acuta la colecistectomia è d’obbligo.

Quali consigli dietetici seguire dopo una pancreatite acuta?

E’ consigliabile una dieta ricca di carboidrati, normoproteica e con pochi grassi.

E a proposito di fumo e alcol?

L’alcol é un fattore di rischio elevato per la pancreatite, soprattutto per la forma cronica. Infatti il 75% dei pazienti in una casistica di dieci anni fa si dichiaravano bevitori e solo 1139 % assumevano più di 5 unità alcoliche al di (circa una bottiglia di vino).
Una unità alcolica corrisponde a circa 12 grammi di etanolo che sono contenuti in un bicchiere piccolo (125 ml) di vino a media gradazione, in una lattina o bottiglia di birra (330 ml) di media gradazione o in una dose da bar (40 ml) di superalcolico.
Il fumo, in particolare se superiore alle 20 sigarette al giorno, è un fattore di rischio di per sé ma soprattutto se associato all’assunzione di alcolici.

E’ possibile riprendere l’attività fisica dopo un attacco di pancreatite acuta?

Non vi é alcuna controindicazione a riprendere l’attività fisica anche agonistica dopo un episodio di pancreatite acuta. Può valere l’esempio della grave pancreatite acuta da frattura del pancreas riportata tre anni fa durante una partita da un calciatore del Vicenza scontratosi col proprio portiere. Operato presso la Chirurgia del San Bortolo, il calciatore ha ripreso a giocare dopo pochi mesi.